mercoledì 22 aprile 2009
Il resto della città sembrava buio e deserto, come se a Denver non ci fosse altro che quella guglia colossale, sfavillante di vita incontenibile…una festa per la pura gioia di far festa.
Alcuni degli invitati rimasero senza fiato. Sentii una signora esclamare: “Che meraviglia! Ma cosa stanno festeggiando?.”. “Niente…” ridacchiò il suo compagno “… e tutto. Il fatto d’essere vivi! La vita!”
“E lo fanno tutte le sere?”
“Sì”
Alcuni degli invitati rimasero senza fiato. Sentii una signora esclamare: “Che meraviglia! Ma cosa stanno festeggiando?.”. “Niente…” ridacchiò il suo compagno “… e tutto. Il fatto d’essere vivi! La vita!”
“E lo fanno tutte le sere?”
“Sì”
Guardandole da vicino, le moderne statue di plastic rivelavano in trasparenza lo scheletro, le reti sanguigne e nervose, il groviglio degli intestini. La più bella di queste statue rappresentava l’Intelligenza: apriva le braccia verso l’orizzonte e pareva voler stringere sui suoi seni di un metro di diametro ciascuno tutti gli uomini che aveva animati. Se una rondine sfiorava con le ali il suo maestoso corpo, le gote della statua arrossivano. Ogni giorno un funzionario, dall’alto di una scala, infornava nella sua bocca venti chili di pane, cinquanta chili di carne e un ettolitro di vino rosso. Ognuno poteva seguire, nell’interno di quella meraviglia dell’arte e della scienza, il lavoro della digestione, dall’esofago cieco. Di notte squadre di guardiani, con secchi e getti d’acqua, s’occupavano della pulizia dell’igiene dell’Intelligenza.
AMORE:
vital critical issue: sono due. La prima è: l’amore è possibile senza amore? La seconda è: l’amore è possibile nella ambiguità e/o nella doppiezza? Cominciamo dalla prima. Per come sono fatto io, l’amore è impossibile senza amore. In giro ci sono milioni di persone che vivono la loro relazione aspettando l’amore, ovvero che simulano di essere innamorati, ingannando se stessi e il partner. Un’intera generazione di attendisti e di role players. Pazzi. Non bisogna aspettare, ma vivere. Non bisogna fingere, ma scoprire. Perché tanto l’amore è impossibile senza amore. Seconda issue. Per come sono fatto, riesco ad amare l’ambiguità, ma mi disamoro o non mi innamoro nella doppiezza.
Che differenza c’è?
Diamo per scontato che gli innamorati trombino con terzi. La coppia è un unione di due che si credono in tre e invece sono in quattro. L’ambiguità è quando sono al tempo stesso felice e infelice con te, la doppiezza è quando sono infelice con te e faccio finta di essere felice o viceversa. L’ambiguità è una contraddizione senza finzione, la doppiezza è finzione senza contraddizione.
E fra doppiezza e ipocrisia?
Nella doppiezza inganno l’altro, nella ipocrisia inganno l’altro e me stesso.
Il lavoro si costituisce nell’equivoca strutturazione di una collaborazione volta alla creazione di una singola identità online, attraverso la frenetica attivazione di un profilo facebook e l’editing di un blog.. L’iniziale fraintendimento del valore intrinseco dell’operazione ed una parziale consapevolezza dell’anacronistica e dispersiva metodologia impiegata nella costruzione dell’identità, ha comportato l’emergere di un’effimera complessità fatta di molteplici idiosincrasie e di una divertita e reciproca curiosità
vital critical issue: sono due. La prima è: l’amore è possibile senza amore? La seconda è: l’amore è possibile nella ambiguità e/o nella doppiezza? Cominciamo dalla prima. Per come sono fatto io, l’amore è impossibile senza amore. In giro ci sono milioni di persone che vivono la loro relazione aspettando l’amore, ovvero che simulano di essere innamorati, ingannando se stessi e il partner. Un’intera generazione di attendisti e di role players. Pazzi. Non bisogna aspettare, ma vivere. Non bisogna fingere, ma scoprire. Perché tanto l’amore è impossibile senza amore. Seconda issue. Per come sono fatto, riesco ad amare l’ambiguità, ma mi disamoro o non mi innamoro nella doppiezza.
Che differenza c’è?
Diamo per scontato che gli innamorati trombino con terzi. La coppia è un unione di due che si credono in tre e invece sono in quattro. L’ambiguità è quando sono al tempo stesso felice e infelice con te, la doppiezza è quando sono infelice con te e faccio finta di essere felice o viceversa. L’ambiguità è una contraddizione senza finzione, la doppiezza è finzione senza contraddizione.
E fra doppiezza e ipocrisia?
Nella doppiezza inganno l’altro, nella ipocrisia inganno l’altro e me stesso.
Il lavoro si costituisce nell’equivoca strutturazione di una collaborazione volta alla creazione di una singola identità online, attraverso la frenetica attivazione di un profilo facebook e l’editing di un blog.. L’iniziale fraintendimento del valore intrinseco dell’operazione ed una parziale consapevolezza dell’anacronistica e dispersiva metodologia impiegata nella costruzione dell’identità, ha comportato l’emergere di un’effimera complessità fatta di molteplici idiosincrasie e di una divertita e reciproca curiosità
martedì 21 aprile 2009

Le bretelle si vedono appena sulla camicia azzurra, son cancellate, nascoste nell’azzurro ma è una falsa umiltà, in realtà non si lasciano dimenticare, mi irritano con la loro testardaggine di montoni, come se, partite per diventare viola, si fossero arrestate a mezza strada senza rinunciare alle loro pretese.
Sono solo in mezzo a queste voci gioiose e ragionevoli. Tutti questi tipi passano il loro tempo a spiegarsi, a riconoscere felicitandosene che sono della stessa opinione. Quanta importanza attribuiscono, mio Dio, a pensare tutti quanti le stesse cose. Basta vedere la faccia che fanno quando passa in mezzo a loro uno di questi uomini dagli occhi di pesce, che sembrano guardare al di dentro e coi quali non si può più assolutamente trovarsi d’accordo. Quando avevo otto anni e andavo a giocare al Lussemburgo, ce n’era uno che veniva a sedersi in un casotto contro la cancellata che costeggiava via Auguste-Comte. Non parlava, ma ogni tanto stendeva una gamba e si guardava il piede con un’aria spaventata. Questo piede calzava uno stivaletto, mentre l’altro era infilato in una pantofola. Il guardiano disse a mio zio che si trattava di un ex censore. Era stato messo a riposo perché andava nelle classi a leggere le votazioni trimestrali vestito da accademico. Noi ne avevamo una paura terribile perché sentivamo ch’era solo.
Ovophagy is a rare though widely observed condition in the reproduction of certain animals, whereby fetuses will devour each other prior to birth. Subsequent research has shown ovophagy to be sporadic and highly uncommon among the vast majority of animal species.
Ovophagy is morphologically not possible among human fetuses; that is, it is physically impossible for one human fetus to devour or otherwise "consume" a sibling.
Ovophagy is morphologically not possible among human fetuses; that is, it is physically impossible for one human fetus to devour or otherwise "consume" a sibling.
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