AMORE:
vital critical issue: sono due. La prima è: l’amore è possibile senza amore? La seconda è: l’amore è possibile nella ambiguità e/o nella doppiezza? Cominciamo dalla prima. Per come sono fatto io, l’amore è impossibile senza amore. In giro ci sono milioni di persone che vivono la loro relazione aspettando l’amore, ovvero che simulano di essere innamorati, ingannando se stessi e il partner. Un’intera generazione di attendisti e di role players. Pazzi. Non bisogna aspettare, ma vivere. Non bisogna fingere, ma scoprire. Perché tanto l’amore è impossibile senza amore. Seconda issue. Per come sono fatto, riesco ad amare l’ambiguità, ma mi disamoro o non mi innamoro nella doppiezza.
Che differenza c’è?
Diamo per scontato che gli innamorati trombino con terzi. La coppia è un unione di due che si credono in tre e invece sono in quattro. L’ambiguità è quando sono al tempo stesso felice e infelice con te, la doppiezza è quando sono infelice con te e faccio finta di essere felice o viceversa. L’ambiguità è una contraddizione senza finzione, la doppiezza è finzione senza contraddizione.
E fra doppiezza e ipocrisia?
Nella doppiezza inganno l’altro, nella ipocrisia inganno l’altro e me stesso.
Il lavoro si costituisce nell’equivoca strutturazione di una collaborazione volta alla creazione di una singola identità online, attraverso la frenetica attivazione di un profilo facebook e l’editing di un blog.. L’iniziale fraintendimento del valore intrinseco dell’operazione ed una parziale consapevolezza dell’anacronistica e dispersiva metodologia impiegata nella costruzione dell’identità, ha comportato l’emergere di un’effimera complessità fatta di molteplici idiosincrasie e di una divertita e reciproca curiosità
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